Il nuovo Decreto Requisiti Minimi 2025 segna una svolta significativa per il settore edilizio italiano. L’Attestato di Prestazione Energetica (APE), documento fondamentale per certificare la qualità energetica degli immobili, viene aggiornato per allinearsi alle direttive europee e per affrontare le sfide della sostenibilità. Con norme più stringenti e metodologie di calcolo riviste, il decreto punta a favorire edifici a basse emissioni e con consumi energetici ridotti, incidendo direttamente sul valore degli immobili e sulle transazioni di compravendita e locazione.
APE e requisiti minimi 2025: le principali novità
Con l’arrivo del nuovo Decreto Requisiti Minimi 2025, cambia il metodo di calcolo dell’APE e vengono introdotti standard più severi per gli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti.
Tra le novità, l’obbligo di sistemi di automazione di classe B negli edifici non residenziali e l’integrazione della predisposizione per la ricarica dei veicoli elettrici.
Queste modifiche mirano a creare edifici più sostenibili e ad aumentare il comfort abitativo, rendendo il documento energetico ancora più rilevante nella gestione del patrimonio immobiliare.
Il calcolo APE con i nuovi parametri
Il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici si baserà ora su parametri più rigorosi, tra cui la revisione dei ponti termici e l’aggiornamento dei valori di trasmittanza.
Ciò significa che i certificatori energetici dovranno adottare criteri più dettagliati per stimare consumi e dispersioni di calore.
Inoltre, il decreto introduce nuovi algoritmi informatici per garantire calcoli più affidabili e trasparenti.
L’obiettivo è offrire dati chiari e comparabili, a beneficio sia dei proprietari che degli acquirenti o affittuari.
Classificazione energetica: nuove classi e standard più alti
Il decreto aggiorna la scala di classificazione energetica, introducendo la classe A0 per gli edifici a emissioni zero e la possibilità di una classe A+ per gli immobili con prestazioni eccezionali.
La nuova scala, che entrerà a regime entro il 2026, offrirà una fotografia più precisa dell’efficienza degli edifici, penalizzando quelli con consumi elevati e premiando chi investe in tecnologie green.
Questo cambiamento influirà direttamente sul mercato immobiliare, dove gli edifici di classe alta acquisteranno maggior valore e competitività.
Decreto Requisiti Minimi 2025: ristrutturazioni e requisiti obbligatori
Un aspetto cruciale del Decreto Requisiti Minimi 2025 riguarda gli interventi di riqualificazione energetica.
Le ristrutturazioni importanti di primo e secondo livello dovranno rispettare nuovi limiti di trasmittanza termica e garantire parametri aggiornati di comfort ambientale.
Anche le verifiche documentali diventano più severe, con standard di compilazione uniformati a livello nazionale.
Questo significa che le famiglie e le imprese che scelgono di rinnovare un immobile dovranno affidarsi a tecnici qualificati per non incorrere in irregolarità.
Quando sarà obbligatorio il nuovo APE
Il nuovo APE 2025 entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione ufficiale del Decreto Requisiti Minimi 2025.
Gli edifici di nuova costruzione dovranno adeguarsi subito alle nuove regole, mentre quelli esistenti avranno tempo fino al 2025 per conformarsi.
L’aggiornamento non è solo un adempimento burocratico, ma una condizione fondamentale per la vendita o l’affitto di un immobile.
Senza un APE aggiornato e conforme, infatti, il rischio è quello di svalutare l’immobile o di non poter concludere la transazione.
Affidarsi a FerDe per rimanere in regola
Le novità introdotte dal Decreto Requisiti Minimi 2025 richiedono una conoscenza tecnica approfondita e un’attenta gestione delle pratiche.
In questo scenario, FerDe rappresenta il partner ideale per chi deve aggiornare l’APE o mettere in regola il proprio immobile.
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Affidarsi a FerDe significa trasformare un obbligo di legge in un’opportunità di valorizzazione immobiliare e sostenibilità.



